L’autocertificazione di laurea è uno strumento semplice, ma essenziale che consente di attestare il conseguimento di un titolo accademico senza dover ricorrere ai certificati ufficiali rilasciati dagli Atenei.
La validità di un’autocertificazione è garantita dalla legge, infatti la possibilità di autocertificare dati personali e titoli di studio è stata introdotta con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000, che ha reso questo strumento equiparabile ai certificati ufficiali rilasciati dalla Pubblica Amministrazione. Tale normativa ha come obiettivo principale quello di semplificare le procedure burocratiche, riducendo i tempi e gli oneri per i cittadini, pur mantenendo il rigore legale e la responsabilità di chi utilizza questa forma di dichiarazione.
Cosa si intende per Autocertificazione di Laurea?
L’autocertificazione di laurea è una dichiarazione sostitutiva di certificazione con cui l’interessato attesta, sotto la propria responsabilità, di avere conseguito uno specifico titolo accademico.
Non si tratta quindi di una semplice dichiarazione informale: nei casi previsti dalla legge, sostituisce il certificato ufficiale e produce gli effetti riconosciuti dal D.P.R. 445/2000.
Può essere utilizzata per attestare informazioni come:
- il conseguimento della laurea;
- l’università presso cui è stato ottenuto il titolo;
- la denominazione e la classe del corso di laurea;
- la data di conseguimento;
- il voto finale;
- gli eventuali esami sostenuti.
La sua compilazione non richiede il pagamento dell’imposta di bollo e, di norma, non comporta altri oneri amministrativi. Proprio per questo si è affermata come una soluzione particolarmente utile per semplificare i rapporti con enti pubblici, amministrazioni e gestori di servizi pubblici.
È comunque importante distinguere l’autocertificazione dal certificato di laurea. La prima viene redatta e firmata direttamente dall’interessato; il secondo è invece un documento ufficiale emesso dall’ateneo. Nei procedimenti amministrativi in cui è ammessa la dichiarazione sostitutiva, non è necessario richiedere il certificato universitario.
In quali occasioni si può utilizzare l’Autocertificazione di Laurea?
L’autocertificazione di laurea trova applicazione in numerosi ambiti. Viene spesso richiesta durante la partecipazione a concorsi pubblici, per dimostrare il possesso del titolo di studio previsto dal bando.
Può inoltre essere utilizzata:
- nelle domande per selezioni e procedure della Pubblica Amministrazione;
- per attestare il titolo durante l’iscrizione a corsi, master o altri percorsi formativi, quando previsto;
- nelle pratiche amministrative con comuni, prefetture, ministeri ed enti pubblici;
- nelle procedure di iscrizione ad albi o ordini professionali, secondo le regole dell’organismo competente;
- per dichiarare gli esami sostenuti, i CFU acquisiti o altri dati relativi alla carriera universitaria.
Prima di presentarla è sempre opportuno leggere con attenzione il bando, l’avviso o le istruzioni dell’ente destinatario. Alcune procedure possono infatti richiedere informazioni aggiuntive, un modello specifico o documenti ulteriori.
L’autocertificazione non elimina il potere di controllo dell’amministrazione. L’ente che la riceve può verificare la veridicità dei dati dichiarati rivolgendosi direttamente all’università o consultando le banche dati disponibili.
Come preparare un’Autocertificazione di Laurea
Preparare un’autocertificazione di laurea è semplice, ma è fondamentale inserire tutte le informazioni necessarie affinché la dichiarazione sia chiara, completa e correttamente utilizzabile.
Il documento dovrebbe riportare innanzitutto i dati personali del dichiarante:
- nome e cognome;
- data e luogo di nascita;
- codice fiscale;
- indirizzo di residenza, quando richiesto.
Occorre poi indicare con precisione i dati relativi al titolo di studio:
- denominazione completa del corso di laurea;
- classe di laurea, se disponibile o richiesta;
- università presso cui è stato conseguito;
- data di conseguimento;
- voto finale ed eventuale lode, se pertinenti;
- eventuali ulteriori informazioni richieste dalla procedura.
Nel testo deve essere presente il richiamo alla dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del D.P.R. 445/2000 e alla consapevolezza delle conseguenze previste in caso di dichiarazioni false.
Infine, l’autocertificazione deve essere datata e sottoscritta. La firma non deve essere autenticata. Quando la dichiarazione non viene firmata davanti al dipendente addetto, può essere necessario allegare la copia di un documento di identità valido, secondo le modalità previste dall’ente e dal canale utilizzato per l’invio.
Attenzione a non dichiarare il falso!
Sebbene sia uno strumento pratico e gratuito, l’autocertificazione deve essere compilata con la massima attenzione. Chi la sottoscrive si assume infatti la responsabilità della veridicità delle informazioni dichiarate.
Le dichiarazioni mendaci, la formazione di atti falsi o l’uso di documenti non veritieri possono comportare le sanzioni penali previste dall’articolo 76 del D.P.R. 445/2000. Inoltre, quando dal controllo emerge che la dichiarazione non è veritiera, l’interessato può decadere dai benefici eventualmente ottenuti sulla base di quelle informazioni.
Per evitare errori è quindi consigliabile verificare i dati attraverso la propria area studenti, il libretto universitario o la documentazione rilasciata dall’ateneo prima di firmare.
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