Esami Pegaso: cosa cambia dal 2026/2027 e perché è un vantaggio per gli studenti

Esami Pegaso: cosa cambia dal 2026/2027 e perché è un vantaggio per gli studenti

Responsabile Orientamento del Polo Vantaggio - UniPegaso

In sintesi

Dal 2026/2027 gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele saranno organizzati con più modalità: prova intermedia online + finale in presenza, prova unica o orale. Il nuovo sistema punta su pianificazione, continuità nello studio e maggiore personalizzazione del percorso. L’Exam Planner può aiutare a distribuire meglio gli esami e a evitare accumuli. Il Polo di Orientamento Vantaggio resta a disposizione per guidare lo studente nella scelta della strategia più adatta.

Chi sceglie un’università telematica non cerca una scorciatoia. Spesso cerca un modo serio, sostenibile e organizzato per studiare mentre lavora, cresce dei figli, gestisce una famiglia, cambia carriera o riprende un percorso lasciato in sospeso.

È da qui che bisogna partire per capire le nuove modalità di esame previste, a partire dall’anno accademico 2026/2027, per gli Atenei del gruppo Multiversity: Università Pegaso, Mercatorum e San Raffaele Roma.

A prima vista, ogni cambiamento può generare dubbi: sarà più difficile? Dovrò andare più spesso in sede? Come mi organizzo con il lavoro? E se non riesco a sostenere subito la prova finale?

Sono domande normali. Ma guardando il nuovo modello con attenzione, emerge soprattutto un aspetto positivo: lo studente avrà più modalità tra cui scegliere e potrà pianificare gli esami in modo più consapevole.

La novità principale non è solo l’esame in presenza. La vera novità è la possibilità di affrontare l’esame attraverso formule diverse, più adatte a metodi di studio e ritmi di vita differenti.

Le nuove modalità di esame: tre possibilità

Gli studenti potranno scegliere tra tre modalità principali:

  • prova intermedia online + prova di profitto finale in presenza;
  • prova orale in presenza;
  • prova di profitto unica in presenza.

Questa impostazione offre una maggiore libertà organizzativa. Non tutti gli studenti studiano allo stesso modo: c’è chi preferisce dividere il programma in più step, chi rende meglio con una prova unica, chi si sente più sicuro all’orale e chi invece preferisce le domande a risposta multipla.

La scelta della modalità diventa quindi parte della strategia di studio. Lo studente non dovrà chiedersi solo “quando posso fare l’esame?”, ma anche “quale modalità è più adatta al mio modo di prepararmi?”.

Per uno studente lavoratore, questa differenza è fondamentale. Un esame universitario non è mai soltanto una data sul calendario: richiede tempo, energia, organizzazione e continuità. Per questo una programmazione più chiara può diventare un vero vantaggio.

Prova intermedia online: studiare per step

La prima modalità prevede una prova intermedia online e, successivamente, una prova finale in presenza.

La prova intermedia online è composta da:

  • 24 domande a risposta multipla;
  • 4 opzioni di risposta;
  • svolgimento a distanza;
  • validità di 365 giorni solari dalla data di superamento.

Dopo aver superato la prova intermedia, lo studente potrà sostenere la prova di profitto finale in presenza, in modalità scritta, con l’ausilio di un tablet. La prova finale sarà composta da 7 domande a risposta multipla.

Questo modello può essere particolarmente utile per chi tende a rimandare lo studio o ha bisogno di obiettivi intermedi. Invece di concentrare tutto in un unico momento, lo studente può dividere il percorso, verificare la propria preparazione e poi completare l’esame nella finestra finale.

Il punto più importante, soprattutto per chi lavora, è la validità annuale della prova intermedia. Se lo studente supera la prova online ma non riesce a sostenere subito la prova finale in presenza, non perde il lavoro già fatto: ha fino a 365 giorni per completare l’esame.

Turni, malattie, figli, trasferte e impegni familiari possono interferire con una sessione. Sapere che la prova intermedia resta valida permette di affrontare il percorso con più serenità.

Prova finale in presenza: breve, digitale e strutturata

La prova finale in presenza conclude il percorso iniziato con la prova intermedia online.

Per ogni insegnamento, la prova finale prevede:

  • 7 domande a risposta multipla;
  • svolgimento in presenza;
  • utilizzo del tablet;
  • completamento dell’esame ai fini della verbalizzazione.

Questa modalità unisce la flessibilità della preparazione online alla formalità della verifica conclusiva in presenza. L’uso del tablet contribuisce a rendere la procedura più ordinata, digitale e uniforme.

Le prove finali si svolgeranno indicativamente presso le sedi territoriali già utilizzate dagli Atenei. Questo è un aspetto importante: per molti studenti, avere una sede di riferimento sul territorio rende il percorso più concreto e meno distante.

L’università telematica non elimina il rapporto con il territorio. Lo riorganizza: lo studio resta online, mentre alcuni momenti chiave si svolgono in presenza, con calendari e sedi definite.

Prova unica in presenza: per chi preferisce chiudere tutto in una volta

Un’altra possibilità è la prova di profitto unica in presenza.

In questo caso lo studente affronta direttamente l’intero esame in sede, senza prova intermedia.

La prova unica prevede:

  • 31 domande a risposta multipla;
  • 4 opzioni di risposta;
  • svolgimento in presenza;
  • nessuna distinzione tra prova intermedia e prova finale.

Questa modalità può essere adatta a chi preferisce preparare tutto il programma e sostenere l’esame in un’unica soluzione. Alcuni studenti, infatti, studiano meglio quando hanno una sola data-obiettivo e concentrano la preparazione su quella.

La prova unica non sostituisce il percorso in due fasi: lo affianca. Ed è proprio questo a rendere il sistema più personalizzabile.

Prova orale in presenza: per chi preferisce esporre

È prevista anche la prova orale in presenza, organizzata in specifiche sessioni.

In questo caso:

  • l’esame si svolge interamente in forma orale;
  • non è prevista la distinzione tra prova intermedia e prova finale;
  • le sessioni orali sono previste nei mesi indicati dal calendario accademico.

L’orale può essere una modalità interessante per chi preferisce spiegare, argomentare, collegare i concetti e dimostrare la propria preparazione attraverso il dialogo.

Non esiste una modalità migliore in assoluto. Dipende dallo studente, dal tipo di insegnamento, dal tempo disponibile e dal metodo di studio personale. La forza del nuovo sistema è proprio questa: offrire alternative.

Calendario esami: la programmazione diventa fondamentale

Una delle parole chiave del nuovo modello è programmazione.

Le prove intermedie online sono previste da novembre 2026 a ottobre 2027. Le prove finali in presenza saranno organizzate in quattro finestre principali:

  • gennaio 2027;
  • aprile 2027;
  • luglio 2027;
  • ottobre 2027.

Questa scansione consente allo studente di costruire un vero piano annuale. Non si tratta più solo di “studiare quando si può”, ma di impostare un calendario ragionato.

Per esempio, uno studente lavoratore potrebbe decidere di:

  • seguire le lezioni e completare i materiali nei primi mesi;
  • sostenere una o più prove intermedie online;
  • concentrare le prove finali in una delle finestre in presenza;
  • sfruttare la validità di 365 giorni in caso di imprevisti;
  • alternare materie più complesse e materie più vicine al proprio profilo.

In questa fase può essere molto utile anche l’Exam Planner, uno strumento pensato per aiutare lo studente a visualizzare meglio il percorso, distribuire gli esami, evitare sovrapposizioni e costruire un piano di studio più realistico.

L’Exam Planner può aiutare a organizzarsi, ma non sostituisce il supporto umano. Il Polo di Orientamento Vantaggio resta a disposizione per accompagnare lo studente nella lettura del piano di studi, nella scelta delle sessioni, nella comprensione delle scadenze e nella costruzione di una strategia sostenibile.

Quanti esami si possono prenotare?

Il nuovo sistema prevede anche limiti precisi, pensati per rendere più ordinata la gestione delle prove.

In particolare:

  • per le prove intermedie online non è possibile effettuare più di 2 prenotazioni al giorno;
  • è previsto un limite di 5 prove intermedie per sessione;
  • per le prove finali in presenza il limite è di 5 insegnamenti per prenotazione;
  • per la prova unica in presenza il limite è di 2 insegnamenti per prenotazione.

Questi limiti possono sembrare tecnici, ma hanno una funzione importante: aiutano lo studente a non sovraccaricare il percorso e a distribuire meglio gli esami.

Sostenere tanti esami in poco tempo può sembrare conveniente, ma non sempre è efficace. Un piano realistico è quasi sempre più utile di una corsa disordinata.

Voto finale e verbalizzazione: cosa sapere

Per superare e verbalizzare l’esame è necessario raggiungere almeno 18/30.

Nel caso della modalità con prova intermedia online e prova finale in presenza, il risultato finale tiene conto complessivamente dei due momenti. Inoltre, nella determinazione del punteggio possono concorrere anche elementi legati alla partecipazione alle attività sincrone.

Questo conferma una direzione precisa: il percorso universitario non si riduce al solo giorno dell’esame. Contano anche la fruizione dei materiali, la partecipazione e la continuità nello studio.

Per accedere alle modalità d’esame, lo studente deve rispettare anche i requisiti standard:

  • posizione amministrativa e contabile regolare;
  • fruizione di almeno il 70% dei materiali didattici;
  • rispetto dei limiti di prenotazione;
  • requisiti didattici previsti per l’insegnamento.

È un’impostazione che valorizza lo studio costante e non solo la prestazione finale.

Perché questa modalità può aiutare gli studenti

Vista nel suo insieme, la nuova organizzazione degli esami può offrire diversi vantaggi:

  • più scelta, perché lo studente può orientarsi tra prova in due fasi, prova unica e orale;
  • più metodo, perché la prova intermedia aiuta a studiare con continuità;
  • più controllo del calendario, grazie a finestre distribuite durante l’anno;
  • più tutela dagli imprevisti, grazie alla validità annuale della prova intermedia;
  • più chiarezza organizzativa, grazie a limiti di prenotazione definiti;
  • più vicinanza territoriale, attraverso le sedi d’esame in presenza;
  • più responsabilizzazione, perché lo studente deve seguire materiali, scadenze e requisiti.

Per uno studente giovane appena diplomato, questo modello può aiutare a sviluppare metodo. Per uno studente adulto, può essere la condizione necessaria per rendere l’università compatibile con la vita quotidiana.

Studenti con esigenze specifiche

Il nuovo modello tiene conto anche di alcune situazioni particolari. Sono previste possibilità specifiche per categorie di studenti che, in presenza dei requisiti richiesti, possono sostenere gli esami con modalità compatibili con la propria condizione.

Rientrano tra queste situazioni:

  • studenti con gravi e documentate patologie o infermità;
  • studenti in stato di detenzione, secondo le linee guida previste;
  • situazioni emergenziali che autorizzino formalmente la didattica a distanza;
  • studenti con BES, ove siano riconosciute specifiche misure organizzative o compensative.

In questi casi possono essere previste modalità dedicate, inclusa la possibilità di svolgere anche le prove finali da remoto per le categorie autorizzate, mantenendo comunque la distinzione tra i momenti previsti dal percorso.

È un passaggio importante: un’università accessibile non deve limitarsi a offrire lezioni online, ma deve prevedere soluzioni sostenibili anche per studenti con bisogni specifici.

Il ruolo del Polo di Orientamento Vantaggio

In un contesto di cambiamento, il supporto orientativo diventa ancora più importante.

Il Polo di Orientamento Vantaggio affianca gli studenti non solo nella scelta del corso di laurea, ma anche nella comprensione pratica del percorso: iscrizione, piano di studi, modalità d’esame, scadenze, prenotazioni e strategie di pianificazione.

La domanda più importante non è solo: “Quale università scelgo?”.
La domanda vera è: “Come posso riuscire a laurearmi senza bloccarmi dopo i primi mesi?”.

Un buon orientamento serve proprio a questo: trasformare un obiettivo generico in un piano concreto.

Nel caso delle nuove modalità di esame, il supporto può aiutare lo studente a capire:

  • quale modalità è più adatta al proprio metodo di studio;
  • quante prove programmare per sessione;
  • come distribuire gli insegnamenti durante l’anno;
  • quando sostenere le prove intermedie;
  • come prepararsi alla prova finale;
  • come usare l’Exam Planner in modo efficace;
  • come evitare accumuli e ritardi;
  • quali scadenze monitorare.

Soprattutto per chi lavora o ha poco tempo, questa pianificazione può fare la differenza tra iscriversi e riuscire davvero ad andare avanti.

Esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele: una novità da leggere con consapevolezza

Ogni cambiamento richiede un periodo di adattamento. È normale che gli studenti abbiano dubbi, soprattutto quando si parla di esami. Ma la nuova organizzazione degli Atenei del gruppo Multiversity può essere letta soprattutto come un’opportunità: più modalità, più pianificazione, più responsabilità e più strumenti per costruire un percorso su misura.

L’università online resta una scelta flessibile, ma diventa sempre più strutturata. E questo, per chi cerca un titolo universitario serio e spendibile, può essere un elemento positivo.

Flessibilità non significa assenza di regole. Significa poter studiare con un’organizzazione compatibile con la propria vita, dentro un sistema chiaro e verificabile.

Con il giusto orientamento, un piano d’esami realistico, l’uso consapevole dell’Exam Planner e il supporto del Polo di Orientamento Vantaggio, le nuove modalità possono diventare non un ostacolo, ma uno strumento in più per raggiungere la laurea con maggiore consapevolezza.

 

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