Come Diventare Giornalista nel 2026: Albo, Praticantato ed Esame
Pubblicista e professionista sono due regimi diversi, non due livelli. Ecco requisiti reali, esame di idoneità, scuole riconosciute e i dati — anche scomodi — su redditi e occupazione.
Pubblicista e professionista: due regimi, non due livelli
È l'equivoco più comune. La Legge 69/1963, che disciplina la professione, non stabilisce una gerarchia ma due modi diversi di esercitare:
| Giornalista professionista | Giornalista pubblicista | |
|---|---|---|
| Definizione di legge | Esercizio esclusivo e continuativo della professione | Attività giornalistica non occasionale e retribuita, anche svolgendo altri lavori |
| Percorso | 18 mesi di praticantato o scuola riconosciuta | Due anni di attività documentata |
| Esame | Sì, esame di idoneità professionale | No (possibile colloquio deontologico) |
| Tipico profilo | Redazione, lavoro dipendente | Collaboratore, spesso con altra professione |
Fonte: Legge 3 febbraio 1963, n. 69, art. 1, e DPR 115/1965.
Come si diventa pubblicista
Non c'è esame, ma i requisiti documentali sono precisi. La legge chiede almeno due anni di attività giornalistica retribuita; le linee guida del Consiglio Nazionale dell'Ordine hanno poi fissato parametri operativi:
| Requisito | Parametro indicativo |
|---|---|
| Numero di articoli nel biennio | 70 per quotidiani e siti online · 50 settimanali · 40 quindicinali · 20 mensili |
| Compensi | Tracciabili, indicativamente almeno 1.000 € lordi l'anno |
| Documentazione economica | Certificazione Unica e F24, fatture con cadenza non superiore al quadrimestre |
| Attestazione | Dichiarazione del direttore responsabile su carta intestata |
Fonte: Linee guida del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti (30/01/2024). Attenzione: la legge non fissa né un numero di articoli né una soglia economica; si tratta di linee guida, ma la valutazione della domanda spetta al Consiglio regionale dell'Ordine competente in base alla residenza del candidato. Verificare sempre con l'Ordine regionale di residenza.
Restano esclusi dal computo i libri e le riviste tecnico-scientifiche. Il Consiglio regionale può inoltre disporre un colloquio sulla deontologia professionale.
Come si diventa professionista
Due vie portano all'esame:
Via 1 — Il praticantato (18 mesi)
- Si svolge in redazione, con iscrizione al registro dei praticanti
- È previsto un tutor, con relazione semestrale sull'attività svolta
- Comprende un corso teorico (indicativamente almeno 45 ore) e 36 ore di formazione deontologica
- Si conclude con la dichiarazione di compiuta pratica
Dal 2023 i criteri sono cambiati in modo rilevante: il vecchio vincolo che richiedeva una redazione con un numero minimo di giornalisti professionisti è stato sostituito da un test sostanziale, basato sulla produzione effettiva e sulla retribuzione, anche senza rapporto di lavoro subordinato. Una porta che si è aperta per molti collaboratori.
Via 2 — La scuola di giornalismo riconosciuta
La frequenza di una scuola biennale riconosciuta dall'Ordine sostituisce il praticantato.
L'esame di idoneità professionale
Si svolge a Roma, davanti a una commissione composta da sette membri (cinque giornalisti e due magistrati), con almeno due sessioni l'anno.
- Prova scritta (6 ore): una sintesi di 1.800 caratteri, un questionario di attualità e un articolo di 2.700 caratteri
- Prova orale: sei materie, più la discussione di una tesina che può essere anche in formato video o audio (massimo 3 minuti)
| Sessione | Candidati allo scritto | Ammessi all'orale | Percentuale |
|---|---|---|---|
| 143ª (aprile 2026) | 287 | 128 | 44,6% |
| 142ª | 249 | 142 | ~57% |
| 140ª | 269 | 212 | 78,8% |
Fonte: dati dell'Ordine dei Giornalisti sulle sessioni d'esame. La percentuale di superamento varia sensibilmente da una sessione all'altra.
Le scuole di giornalismo riconosciute
In Italia sono 11 le scuole riconosciute dall'Ordine, distribuite tra Bari, Bologna, Milano, Napoli, Perugia, Roma, Torino e Urbino. Caratteristiche comuni:
- Durata biennale, con frequenza obbligatoria a tempo pieno
- Accesso per titoli ed esami, con selezione impegnativa
- Sostituiscono il praticantato in redazione
- Sono percorsi post-laurea, in larga parte organizzati come master biennali di primo livello o scuole e istituti riconosciuti dall'Ordine: per accedervi serve quindi la laurea
Serve la laurea?
Per legge no. Per iniziare il praticantato tradizionale non è richiesta la laurea. L'ordinamento professionale richiede un titolo di studio non inferiore alla licenza di scuola media superiore; in mancanza, è previsto un esame di cultura generale diretto ad accertare l'attitudine all'esercizio della professione. La laurea è invece necessaria per frequentare uno dei master o delle scuole autorizzate che sostituiscono il praticantato aziendale.
Nei fatti, però, la laurea è sempre più importante. Secondo l'Osservatorio AGCOM sul giornalismo, circa il 70% dei giornalisti possiede un titolo superiore al diploma, come laurea, master o dottorato; tra i laureati prevalgono i percorsi umanistici e sociali.
Le classi di laurea più frequenti:
| Classe | Denominazione |
|---|---|
| L-20 | Scienze della comunicazione (triennale) |
| LM-19 | Informazione e sistemi editoriali |
| LM-59 | Scienze della comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità |
| LM-92 | Teorie della comunicazione |
Nessuna di queste lauree dà accesso diretto all'Albo: il percorso resta quello del praticantato o della scuola riconosciuta. Il Consiglio Nazionale dell'Ordine ha proposto al Parlamento di introdurre un obbligo di laurea, ma si tratta al momento di una proposta, non di una norma vigente.
Si può studiare online?
Sì, per la parte universitaria. Le lauree in Scienze della comunicazione erogate da atenei telematici riconosciuti dal MUR hanno pieno valore legale, se il corso è regolarmente accreditato, e possono rappresentare una base solida per chi vuole lavorare nel giornalismo.
Va però chiarito un punto essenziale: nessuna laurea, online o in presenza, consente da sola l'iscrizione all'Albo. La formazione universitaria aiuta a costruire competenze in scrittura, comunicazione, media digitali, diritto dell'informazione, marketing e analisi dei pubblici, ma il percorso ordinistico resta quello previsto dalla normativa.
- Flessibilità: videolezioni e materiali disponibili online, utili per chi lavora o collabora già con testate
- Compatibilità con le collaborazioni: molti aspiranti pubblicisti scrivono per testate locali, online o di settore mentre studiano, maturando gradualmente i due anni richiesti
- Base culturale e tecnica: un percorso in comunicazione sviluppa competenze in scrittura, media digitali, comunicazione pubblica, social media e produzione editoriale
- Accesso alle scuole riconosciute: la laurea consente di candidarsi ai percorsi biennali che sostituiscono il praticantato tradizionale
- Costo agevolato: con il supporto del Polo di Orientamento Vantaggio è possibile verificare convenzioni, agevolazioni o riduzioni disponibili al momento dell'iscrizione
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Costi dell'Albo e formazione continua
L'iscrizione all'Ordine comporta costi amministrativi che possono variare in base all'Ordine regionale di riferimento. In generale bisogna considerare:
- Tassa di concessione governativa: 168 €, dovuta al momento dell'iscrizione all'Albo dei giornalisti, professionisti o pubblicisti
- Quota annuale all'Ordine regionale: varia da regione a regione; in Lombardia, ad esempio, la quota indicata è di 100 €
- Altri costi di prima iscrizione: possono includere marca da bollo, diritti di segreteria, tassa di ammissione, tessera professionale o altre voci previste dal singolo Ordine
La formazione professionale continua è obbligatoria anche per i pubblicisti. Il nuovo regolamento, in vigore dal 13 giugno 2026, prevede in via generale 60 crediti nel triennio, distribuiti su almeno due anni, di cui almeno 20 deontologici. Sono previste regole specifiche ed eventuali esoneri o riduzioni in base all'anzianità di iscrizione e ad altre condizioni.
Redditi e occupazione: i dati veri
Questa è la sezione che molte guide evitano. I dati AGCOM sulla distribuzione dei redditi dei giornalisti sono espliciti:
| Tipo di rapporto | Fino a 5.000 € | 5-20.000 € | 20-75.000 € | Oltre 75.000 € |
|---|---|---|---|---|
| Dipendente | 6,6% | 12,9% | 52,0% | 28,5% |
| Autonomo | 44,5% | 34,0% | 17,4% | 4,0% |
| Parasubordinato | 49,7% | 35,3% | 13,0% | 2,0% |
Fonte: AGCOM, Rapporto sul giornalismo. Redditi lordi annui da attività giornalistica.
Anche il dato generazionale conferma la difficoltà di ingresso: circa il 72% degli under 35 resta sotto i 20.000 € annui. Chi vuole intraprendere questa professione deve valutare con lucidità anche il modello professionale da costruire: redazione, collaborazione stabile, freelance, ufficio stampa, comunicazione editoriale o produzione di contenuti digitali.
Il quadro strutturale conferma la tendenza: gli iscritti alla previdenza dei giornalisti mostrano un sorpasso storico degli autonomi sui dipendenti, con i posti in redazione in calo e le collaborazioni in crescita. Dal 2022 la gestione previdenziale principale è confluita nell'INPS.
Un elemento da considerare: il contratto collettivo nazionale di riferimento risulta fermo da circa un decennio, e la commissione sull'equo compenso per i collaboratori non ha prodotto esiti operativi.
Il giornalismo digitale e le nuove figure
Il settore dell'informazione si sta spostando sempre di più verso il digitale, aprendo spazi reali per chi sa unire scrittura, competenze giornalistiche e padronanza dei nuovi linguaggi:
- I siti online possono valere quanto i quotidiani ai fini del computo degli articoli, purché siano testate giornalistiche e non blog personali
- L'Esame di idoneità ammette tesine in formato scritto, ipertestuale, video o audio
- Crescono ruoli come data journalism, SEO editoriale, produzione video, podcast, fact-checking, newsletter e audience development
Sul confine con blogger e content creator la regola è netta: si può pubblicare liberamente (la libertà di manifestazione del pensiero è costituzionalmente garantita), ma non ci si può definire giornalisti senza iscrizione all'Albo, né dirigere una testata registrata. Il titolo e la professione sono riservati per legge.
I percorsi in comunicazione con il Polo di Orientamento Vantaggio
Tramite il supporto del Polo di Orientamento Vantaggio puoi seguire il percorso completo in area comunicazione online con retta scontata:
Comunicazione e Multimedialità (L-20)
Con il Polo di Orientamento Vantaggio: da 1.550 €/anno
Comunicazione digitale e Marketing (LM-59)
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Cosa dicono i nostri studenti
"Collaboravo con un giornale locale mentre studiavo online. Alla fine dei due anni avevo gli articoli e i compensi tracciati per l'iscrizione come pubblicista. Oggi sto valutando di diventare professionista. Il consiglio che do a tutti: fatevi pagare sempre con fattura o cedolino, anche poco. Chi non lo fa si ritrova senza titoli validi."
"Ho iniziato come blogger indipendente. Con il tempo sono stato assorbito da una testata online, dove ho capito cosa significa lavorare con una linea editoriale, tempi di pubblicazione e responsabilità giornalistiche. Poi ho scelto Scienze della Comunicazione online per rafforzare il mio profilo e accedere a opportunità più stabili. Oggi lavoro come addetto stampa: il giornalismo mi ha dato metodo e capacità di scrittura, ma nella comunicazione istituzionale ho trovato maggiore continuità professionale."
"Ho preso la triennale per poter accedere a una scuola di giornalismo riconosciuta: sono master di primo livello, quindi senza laurea non entri. La selezione è dura e i posti pochissimi, ma almeno ora ho i requisiti per provarci."
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Il settore a 10 anni
Va detto senza giri di parole: l'editoria tradizionale è in contrazione occupazionale, mentre l'Albo dei giornalisti resta molto ampio e, dopo anni di calo, ha registrato una risalita nel 2024. È una forbice che rende il mercato più competitivo: non mancano le persone iscritte alla professione, ma sono diminuiti gli spazi stabili nelle redazioni tradizionali.
| Anno | Iscritti Albo | Dipendenti | Autonomi | Fonte |
|---|---|---|---|---|
| 2022 | 104.830 | ~18.000 | ~24.000 | CNOG / previdenza |
| 2024 | 103.634 | ~17.000 | ~25.000 | CNOG / previdenza |
| 2026 | 103.000 | 16.200 | 26.500 | Proiezione su trend |
| 2030 | 101.500 | 14.500 | 29.000 | Proiezione su trend |
| 2034 | 100.000 | 13.000 | 31.500 | Proiezione su trend |
Dati verificati: iscritti all'Albo pari a 104.830 (2022) e 103.634 (2024), fonte Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti. Le serie su dipendenti e autonomi sono ricostruzioni indicative sulla base dei dati previdenziali di settore, che documentano il sorpasso degli autonomi sui dipendenti. Le proiezioni 2026-2034 sono elaborazioni su trend e non costituiscono garanzia di risultati futuri.
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Domande frequenti su come diventare giornalista
Registro delle modifiche
Manteniamo questa guida aggiornata a ogni cambiamento normativo. Qui trovi lo storico delle modifiche più rilevanti, con il testo precedente e quello aggiornato.
Aggiornate le informazioni relative alla 144ª sessione: termini per la presentazione delle domande chiusi l'8 settembre 2026 e prova scritta digitale prevista il 27 ottobre 2026 a Roma. Inserite modalità di presentazione, importi della tassa d'esame e rinvio alla sessione successiva per i nuovi candidati.




