Guida Completa

Come Diventare Avvocato nel 2026:
Laurea, Praticantato e Esame di Stato

Il percorso completo dalla maturità all'iscrizione all'Albo: laurea magistrale LMG-01, 18 mesi di praticantato, Esame di Stato e specializzazioni, con i costi e i compensi aggiornati.

Per diventare avvocato in Italia servono una laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza (LMG-01) di 5 anni, un praticantato di 18 mesi presso uno studio legale, il superamento dell'Esame di Stato di abilitazione e l'iscrizione all'Albo degli Avvocati. Il percorso richiede in media 6-7 anni dalla maturità. La laurea può essere conseguita anche online presso un ateneo riconosciuto dal MUR.
Maurizio Signorelli
Maurizio Signorelli
Amministratore Polo di Orientamento Vantaggio - UniPegaso

Quali sono i requisiti per diventare avvocato?

La professione di avvocato è regolamentata dalla Legge 247/2012, la riforma dell’ordinamento forense, e prevede un percorso preciso prima di poter esercitare.

  1. Laurea magistrale in Giurisprudenza (LMG-01) — un corso a ciclo unico della durata di 5 anni, per un totale di 300 CFU.
  2. Praticantato o tirocinio forense — dura 18 mesi e si svolge, di norma, presso uno studio legale o presso altri soggetti abilitati dalla normativa. Durante questo periodo il praticante partecipa all’attività dello studio, assiste alle udienze e completa la formazione prevista.
  3. Esame di Stato — è la prova di abilitazione necessaria per poter esercitare la professione forense.
  4. Iscrizione all’Albo degli Avvocati — dopo il superamento dell’esame, l’avvocato può iscriversi all’Albo presso il Consiglio dell’Ordine territoriale competente.
Dato chiave: secondo il Rapporto Cassa Forense-Censis, nel 2024 gli iscritti alla Cassa Forense erano 233.260, in calo dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Il dato più aggiornato, relativo al 2025, indica 228.641 iscritti, di cui 211.464 avvocati attivi e 17.177 pensionati contribuenti.

L’avvocatura italiana resta quindi una professione molto ampia e competitiva. Per questo, oggi, non basta più “diventare avvocato”: è sempre più importante costruire un profilo riconoscibile, scegliere un ambito di specializzazione e differenziare il proprio servizio, puntando su competenze tecniche, aggiornamento continuo, capacità consulenziale e attenzione concreta ai bisogni del cliente.

La laurea in Giurisprudenza (LMG-01)

Il primo passo per diventare avvocato è conseguire la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, classe LMG-01. A differenza di molti altri percorsi universitari, non è divisa in triennale più magistrale: si tratta di un corso unico di 5 anni, per un totale di 300 CFU, pensato per offrire una preparazione completa nei principali ambiti del diritto.

Le principali materie del piano di studi:

  • diritto privato e diritto civile;
  • diritto penale e procedura penale;
  • diritto costituzionale e diritto amministrativo;
  • diritto commerciale e diritto del lavoro;
  • diritto processuale civile;
  • diritto dell’Unione Europea e diritto internazionale.

La laurea LMG-01 è il titolo di partenza per accedere alla professione di avvocato, ma apre anche la strada ad altre carriere giuridiche. Dopo la laurea, infatti, è possibile orientarsi verso la magistratura, tramite concorso pubblico; il notariato, con pratica notarile e concorso nazionale; la dirigenza pubblica, attraverso i concorsi della Pubblica Amministrazione; oppure la consulenza legale d’impresa, negli uffici legali, nelle aziende, negli enti e nelle organizzazioni che richiedono competenze giuridiche solide.

Si può studiare Giurisprudenza online?

Sì. Le università digitali riconosciute dal MUR possono rilasciare titoli universitari con pieno valore legale. Questo significa che una laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza LMG-01 conseguita online presso un ateneo riconosciuto, come l’Università Pegaso, consente di accedere al praticantato forense, all’Esame di Stato e, dopo il superamento dell’abilitazione, all’iscrizione all’Albo degli Avvocati, senza differenze nel valore del titolo rispetto a una laurea conseguita in presenza.

È importante distinguere il valore del titolo dalla modalità di studio: ciò che cambia è l’organizzazione didattica, non la validità della laurea. Nel percorso online, infatti, lo studente segue le lezioni attraverso una piattaforma e-learning, con materiali sempre disponibili, tutoraggio e strumenti digitali di supporto allo studio.

Accanto alla LMG-01 in Giurisprudenza, esiste anche la laurea triennale L-14 in Scienze Giuridiche. Si tratta di un percorso diverso, della durata di 3 anni (180 CFU), pensato per formare figure con competenze giuridiche applicate in ambito aziendale, amministrativo, pubblico, assicurativo, bancario, consulenziale e organizzativo.

La LMG-01 è una laurea magistrale a ciclo unico di 5 anni e 300 CFU ed è il titolo necessario per chi vuole intraprendere il percorso da avvocato, magistrato o notaio, secondo i requisiti previsti dalle rispettive normative e dai concorsi. La L-14, invece, offre una preparazione giuridica di base e professionalizzante, utile per lavorare in uffici legali, aziende, enti pubblici, studi professionali, amministrazioni, servizi di compliance, gestione contrattuale e consulenza tecnico-giuridica, ma non consente da sola di accedere al praticantato forense né all’Esame di Stato da avvocato.

In altre parole, chi ha l’obiettivo preciso di diventare avvocato deve scegliere la LMG-01 in Giurisprudenza. Chi invece desidera acquisire competenze giuridiche spendibili più rapidamente nel lavoro, oppure vuole costruire una base universitaria nell’area del diritto senza intraprendere subito il percorso forense, può valutare la L-14 in Scienze Giuridiche. In ogni caso, dopo la L-14, è possibile proseguire gli studi e chiedere il riconoscimento dei CFU per un successivo passaggio o completamento del percorso in Giurisprudenza, ma la valutazione degli esami già sostenuti dipende sempre dall’ateneo e dal piano di studi.

Importante: la validità delle università telematiche riconosciute si fonda sulla normativa nazionale sull’accreditamento dei corsi a distanza, avviata con il D.M. 17 aprile 2003, e sul sistema di valutazione e accreditamento che coinvolge il MUR e l’ANVUR, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca.

I vantaggi della laurea in Giurisprudenza online:

  • Flessibilità: videolezioni e materiali disponibili online, utili per chi lavora, ha impegni familiari o già svolge attività in ambito legale.
  • Percorso riconosciuto: la LMG-01 è una laurea magistrale a ciclo unico di 5 anni e 300 CFU, valida per l’accesso alle professioni giuridiche secondo i requisiti previsti dalla normativa.
  • Compatibilità con la pratica forense: in alcuni casi, quando esistono apposite convenzioni tra università e Ordini degli Avvocati, è possibile anticipare un semestre di tirocinio forense durante l’ultimo anno di corso.
  • Esami in sedi distribuite sul territorio: l’ateneo prevede sedi d’esame in diverse città italiane, secondo calendario, disponibilità e modalità stabilite dal regolamento vigente.
  • Costo agevolato: con la covnenzione del Polo di Orientamento Vantaggio, la retta può essere ridotta anche del 50% rispetto al listino standard; importi, promozioni e condizioni vanno sempre verificati al momento dell’iscrizione.
  • Iscrizioni aperte durante l’anno: la modalità digitale consente una maggiore flessibilità anche nella fase di immatricolazione e organizzazione del percorso.

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Il praticantato: 18 mesi di tirocinio forense

Dopo la laurea in Giurisprudenza inizia il tirocinio professionale, detto anche praticantato forense, della durata di 18 mesi. Il praticante si iscrive nel registro dei praticanti presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente e svolge la pratica, di norma, presso uno studio legale, affiancando un avvocato iscritto all’Albo da almeno 5 anni.

Durante il praticantato il futuro avvocato non si limita a “osservare” il lavoro dello studio, ma entra progressivamente nella pratica della professione. In particolare, deve:

  • assistere ad un numero minimo di udienze per semestre, secondo le modalità previste dal regolamento dell’Ordine;
  • collaborare alla redazione di atti giudiziali e stragiudiziali, pareri e questioni giuridiche sotto la supervisione del dominus;
  • frequentare i corsi di formazione professionale organizzati dagli Ordini, dalle scuole forensi o da altri soggetti abilitati;
  • rispettare le regole di riservatezza, diligenza e deontologia professionale.

Una parte del tirocinio può essere anticipata durante l’ultimo anno del corso di laurea, per un periodo massimo di 6 mesi, se esiste una convenzione tra l’università e il Consiglio dell’Ordine. In questo caso è richiesta una frequenza effettiva dello studio, generalmente pari ad almeno 12 ore settimanali, e il rispetto dei requisiti previsti dalla convenzione.

Compenso del praticante: la legge (art. 41, c. 11, L. 247/2012) consente che, trascorso il primo semestre, possano essere riconosciuti al praticante un’indennità o un compenso: è una facoltà, non un obbligo, e nei primi sei mesi nulla è dovuto per legge; il Codice deontologico forense richiama tuttavia il dovere dell’avvocato di garantire una pratica effettiva, dignitosa e formativa. Nella realtà, gli importi variano molto: si va da semplici rimborsi spese a compensi mensili più consistenti negli studi strutturati.

L'Esame di Stato di abilitazione forense

Al termine del praticantato si accede all’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di avvocato. L’esame si svolge, di norma, una volta l’anno e rappresenta uno dei passaggi più impegnativi del percorso, perché verifica non solo la conoscenza delle norme, ma anche la capacità di ragionare da giurista e di applicare il diritto a casi concreti.

Negli ultimi anni la struttura dell’esame è stata oggetto di diverse modifiche. Nelle sessioni 2024 e 2025 ha trovato applicazione un regime transitorio, con:

  • una prova scritta, consistente nella redazione di un atto giudiziario;
  • una prova orale articolata in tre fasi, con discussione di un caso pratico, domande su materie giuridiche sostanziali e processuali, e verifica della conoscenza dell’ordinamento e della deontologia forense.

Dal 2026, però, il quadro è cambiato. Il D.L. 12 giugno 2026, n. 100 ha introdotto una nuova disciplina dell’esame di Stato per l’accesso alla professione di avvocato. Il nuovo modello prevede:

  • due prove scritte;
  • una prova orale;
  • un’unica sessione annuale.

Le due prove scritte consistono nella redazione di:

  1. un parere motivato, su una questione proposta in una materia scelta dal candidato tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo;
  2. un atto giudiziario, su un caso pratico che richieda conoscenze di diritto sostanziale e processuale, sempre in una materia scelta tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo.

La prova orale comprende invece la soluzione di un caso pratico, la risposta a quesiti su materie giuridiche sostanziali e processuali e una verifica su ordinamento, deontologia e previdenza forense.

Superato l’esame, la commissione rilascia il certificato necessario per l’iscrizione all’Albo degli Avvocati. Solo dopo l’iscrizione presso il Consiglio dell’Ordine territoriale competente si può esercitare la professione con il titolo di avvocato.

Iscrizione all'Albo degli Avvocati

L’iscrizione all’Albo degli Avvocati, tenuto dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del territorio in cui si stabilisce il proprio domicilio professionale, è il passaggio finale per poter esercitare la professione forense.

  • l’assunzione dell’impegno davanti al Consiglio dell’Ordine;
  • il pagamento della quota annuale di iscrizione, il cui importo varia in base all’Ordine territoriale;
  • l’iscrizione obbligatoria alla Cassa Forense, ai fini previdenziali e assistenziali;
  • il rispetto degli obblighi deontologici;
  • l’obbligo di formazione continua, attraverso il conseguimento periodico dei crediti formativi previsti.

L’iscrizione all’Albo è la condizione necessaria per esercitare come avvocato e svolgere le attività riservate alla professione, come l’assistenza, la rappresentanza e la difesa in giudizio. In altre parole, superare l’esame abilita alla professione, ma è l’iscrizione all’Albo che consente di esercitarla concretamente.

Le specializzazioni dell'avvocato

Con un mercato molto affollato, scegliere un’area di specializzazione è spesso la chiave per costruire una carriera più solida. Oggi, infatti, il cliente non cerca soltanto “un avvocato”, ma un professionista capace di comprendere un problema specifico: una crisi familiare, un contratto complesso, una controversia di lavoro, una questione fiscale, una riorganizzazione aziendale o un tema legato a privacy, digitale e nuove tecnologie.

AreaAmbiti tipiciDomanda 2026
Diritto civileContratti, famiglia, successioni, responsabilitàAlta (ampia ma competitiva)
Diritto penaleDifesa, reati societari, penale d'impresaMedia
Diritto del lavoroContenzioso, consulenza HR, licenziamentiAlta
Diritto tributarioContenzioso fiscale, consulenza tributariaAlta
Diritto commerciale / societarioImprese, M&A, contrattualisticaMolto alta
Diritto digitale / privacyGDPR, cybersecurity, nuove tecnologieIn forte crescita

Fonte: elaborazione su dati Cassa Forense e osservatori del mercato legale 2025-2026.

Quanto guadagna un avvocato in Italia?

Il reddito di un avvocato varia enormemente in base all'esperienza, alla specializzazione, alla collocazione geografica e alla dimensione dello studio. Ecco una panoramica indicativa:

ProfiloReddito annuo lordo indicativo
Praticante0 - 14.000 € (indennità/rimborsi, molto variabile)
Avvocato neo-abilitato (primi anni)15.000 - 28.000 €
Avvocato con 5-10 anni30.000 - 55.000 €
Avvocato affermato / partner60.000 - 120.000+ €
Avvocato d'impresa (in-house)40.000 - 90.000 €

Fonte: elaborazione su dati reddituali Cassa Forense 2025 e indagini di settore. I redditi della libera professione sono fortemente variabili e dipendono dal volume di clientela.

Nota: i dati Cassa Forense mostrano forti differenze territoriali e di genere, e una quota significativa di avvocati con redditi medio-bassi nei primi anni. Specializzazione, networking e diritto d'impresa/digitale sono i fattori che più spostano il reddito verso l'alto.

La laurea in Giurisprudenza (LMG-01) con il Polo di Orientamento Vantaggio

Tramite il supporto del Polo di Orientamento Vantaggio puoi conseguire la laurea magistrale in Giurisprudenza online con retta scontata:

Università Pegaso

Giurisprudenza (LMG-01)

Magistrale ciclo unico · 5 anni · 300 CFU · Online
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Università Mercatorum

Scienze Giuridiche (L-14)

Laurea triennale · 3 anni · 180 CFU · Online
Retta standard: 2.450 €/anno
Con convenzione: da 1.700 €/anno
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Pegaso / Mercatorum

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Cosa dicono i nostri studenti

Ogni anno molti futuri giuristi scelgono il Polo di Orientamento Vantaggio per conseguire la laurea in Giurisprudenza online. Ecco alcune esperienze recenti.

★★★★★
"Lavoravo come impiegato in uno studio legale come segretario e sognavo di diventare avvocato. Ho preso la laurea LMG-01 online con Pegaso studiando la sera. Ora ho superato l’Esame di Stato e sono iscritto all’Albo."
Giuseppe L. — Laureato in Giurisprudenza, PegasoAvvocato, 43 anni, Salerno · Iscritto all’Albo dal 2026
★★★★★
"Avevo iniziato Giurisprudenza all’università tradizionale ma avevo abbandonato per motivi di lavoro. A 39 anni ho ripreso con Pegaso riconoscendo molti esami già sostenuti. La flessibilità mi ha permesso di conciliare famiglia e studio. La convenzione del Polo di Orientamento Vantaggio ha reso il tutto più sostenibile."
Elena M. — Laureata in Giurisprudenza, PegasoPraticante avvocato, 42 anni, Bologna · Laureata nel 2025
★★★★☆
"Volevo lavorare nell’ufficio legale di un’azienda, non necessariamente fare l’avvocato in tribunale. La laurea online mi ha dato il titolo che cercavo mantenendo il lavoro. Oggi mi occupo di contrattualistica e privacy in una software house."
Andrea T. — Laureato in Scienze Giuridiche, MercatorumLegal specialist, 35 anni, Milano · Laureato nel 2026
4.9/5
151 recensioni verificate su Google Business
Leggi tutte le recensioni →

Previsioni per la professione forense a 10 anni

Il mercato legale italiano è ormai maturo e molto competitivo. Negli ultimi anni, infatti, la crescita non dipende tanto dall’aumento del numero di avvocati — che dopo i picchi del decennio scorso è anzi in lieve calo — quanto dalla capacità dei professionisti di specializzarsi e rispondere a bisogni sempre più specifici.

Oggi fanno la differenza le competenze in aree in forte evoluzione, come diritto digitale, privacy, cybersecurity, diritto del lavoro, consulenza d’impresa e diritto tributario.

Il grafico mostra l'andamento previsto dal 2024 al 2034.

Reddito medio avvocati (EUR lordi) Iscritti all'Albo (migliaia) Domanda aree emergenti (indice)
AnnoReddito medioIscritti AlboDomanda aree emergentiFonte
202447.700 €233.000100Cassa Forense (redditi 2023)
202551.900 €228.600112Cassa Forense (redditi 2024)
202653.500 €226.000125Proiezione su trend
202857.000 €223.000150Proiezione su trend
203060.000 €220.000180Proiezione su trend
203466.000 €214.000240Proiezione su trend

Fonti: reddito medio professionale Cassa Forense-Censis (47.678 € sui redditi 2023; 51.912 € sui redditi 2024) e numero iscritti in calo (233.260 a fine 2024; 228.641 nel 2025). La media nasconde forti divari (uomini ~68.000 € vs donne ~34.000 €; reddito mediano sensibilmente più basso). Le proiezioni 2026-2034 sono elaborazioni su trend e non costituiscono garanzia di risultati futuri. L'indice "aree emergenti" (digitale, privacy, ESG) è base 100 nel 2024.

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Domande frequenti su come diventare avvocato

Quanti anni servono per diventare avvocato?
Servono 5 anni per la laurea magistrale in Giurisprudenza (LMG-01), 18 mesi di praticantato e il tempo per superare l'Esame di Stato. In totale circa 6-7 anni dalla maturità, a seconda dei tempi dell'esame di abilitazione.
Si può diventare avvocato con la laurea online?
Sì. La laurea LMG-01 conseguita presso un'università telematica riconosciuta dal MUR (come Pegaso) ha lo stesso valore legale di quella tradizionale e consente di accedere al praticantato, all'Esame di Stato e all'iscrizione all'Albo.
Quanto dura il praticantato da avvocato?
Il tirocinio forense dura 18 mesi e si svolge, di norma, presso uno studio legale, affiancando un avvocato con almeno 5 anni di anzianità. Parte del tirocinio può essere anticipata nell'ultimo anno di laurea o svolta presso enti e uffici giudiziari.
Quanto guadagna un avvocato in Italia?
Il reddito varia molto: un neo-abilitato guadagna in media 15.000-28.000 EUR lordi annui, un avvocato con 5-10 anni 30.000-55.000 EUR, mentre i professionisti affermati e i partner superano i 60.000-120.000 EUR. I dati Cassa Forense mostrano forti differenze territoriali.
Il praticante avvocato viene pagato?
La legge (art. 41 c. 11 L. 247/2012) consente che, trascorso il primo semestre, possano essere riconosciuti al praticante un'indennità o un compenso: è una facoltà, non un obbligo, e nei primi sei mesi nulla è dovuto per legge. Gli importi reali variano molto: da rimborsi spese simbolici fino a 800-1.200 EUR al mese negli studi più strutturati.
La laurea in Giurisprudenza serve solo per fare l’avvocato?
No. La LMG-01 dà accesso anche alla magistratura (tramite concorso), al notariato, alla dirigenza pubblica, alla consulenza legale d'impresa e a numerose altre carriere giuridiche.
Quali sono le specializzazioni più richieste?
Le aree con maggiore domanda nel 2026 sono il diritto commerciale e societario, il diritto del lavoro, il diritto tributario e, in forte crescita, il diritto digitale e della privacy (GDPR, nuove tecnologie).
Posso diventare avvocato con la laurea triennale L-14 in Scienze Giuridiche?
No. La laurea triennale L-14 in Scienze Giuridiche è un percorso universitario valido e utile, ma non consente da sola di diventare avvocato. Per accedere al praticantato forense e all’Esame di Stato serve la laurea magistrale a ciclo unico LMG-01 in Giurisprudenza.